little Italy

“Il testo emotivo fotte l’inconsolabile solitudine di essere al mondo”
Pier Vittorio Tondelli

Viaggiare dentro una lingua non è facile per niente. Questo ho capito bene specialmente immergendomi profondamente nella lingua italiana. Dove mi ha preso sul collo una rivelazione non tanto originale per un italiano magari. Che la lingua italiana sia un labirinto senza uscita e non si sa mai dove ti guida questo o l’altro corridoio – brava! L’italiano infatti – che c’è? Una lingua vecchia recuperata, un progetto politico, modo dell’oppressione o privare delle culture locali preziosi del loro patrimonio, un tipo di esperanto o che cosa? La lingua che mi piace(va) così tanto non esiste in realtà ! Allora – chi la parla – l’italiano standard? I professori all’università ? Ma brava! E quando un insegnante italiano native speaker mi insegna la pronuncia correggendomi : ecco – non si sa o si sa se fosse da qui o da altrove : mi insegna un italiano regionale per caso o no? Un italiano dialettizzato potrebbe anche essere nei momenti della confusione emotiva vero? Così giro e giro in quel labirinto senza fine e se mi prende a scegliere una strada precisa che si chiama – siciliano – io scelgo questa direzione per forza!

 

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