Castellammare del Golfo

csmreCastellammare is a lovely little town with a cozy bay where most of the sailors from Palermo keep their yachts, because it’s much more cheaper and safer than in the Palermitian port. It makes us a good impression even in the dark in the late evening. There is a nice square with romantic lanterns where we are sitting now.

There is a guy, we met one hour ago in a supermarket, that we are waiting for. We agreed to prepare some experimental dish together, for fun this evening. But it’s getting late and he hasn’t showed himself. He told us he was going to search for a special sort of oranges because their peel will be essential to what he had in mind. Finally we see as he is arriving in his black Punto trumpeting joyfully having seen us.

Mauro looks a little like having Arabic origins. Well, it’s possible since he comes from Alcamo – a small town close to Palermo which, according to a legend, had been founded by Arabs before 1100 a.d. and was called originally “Alqamah” . It could be considered a paradox that all people in Sicily are still called “cristiani” that means “christians, no matter of their origins or beliefs. “Cristiano” mean “a person” just like that, without any undertones or religious prejudices.

Mauro has that particular glamor of “big boy” that you can always excuse him of all his tricks and fibs. Which is dangerous actually. Because such cute boys are usually quite rascal.


1. Notte. Strada. Una piazzetta oblunga in una piccola città meridionale. Due ragazze sulla panchina. I visi illuminati delicatamente dalla luce del lampione stradale.
Si avvicina una Fiat Punto, colore nero. La portiera di sinistra della macchina è leggermente danneggiata.
Dentro la Fiat ci sono due picciotti più o meno trentenni o quarantenni.
GIULIA: (girando la testa verso FREYA) Ma perché sono due? (si sente l’ansia) Doveva essere solo uno…
FREYA : (guarda GIULIA con un’espressione di sorpresa, non dice niente).
2. La macchina si ferma. L’autista apre lo sportello ridendo. Dall’altro lato esce il secondo picciotto.
Le ragazze si alzano dalla panchina.
MAURO: (sorridendo, la voce allegra) Ciao ragazze, Mauro sono !
ANGELO: Io mi chiamo Angelo …
GIULIA: Giulia…, questa è la mia amica Freya.
Si stringono la mano. Le ragazze mettono gli zaini nel bagaglio dell’auto con l’aiuto di Angelo. Si mettono tutti dentro. La macchina si muove.
3. Dentro la macchina. Le ragazze dietro, i picciotti parlano in siciliano.
MAURO: Chi ni pensi.. Jemu drittu dda o prima a la casa ?
ANGELO: Pensu chi subbitu è già tardu..
Le ragazze parlano in svedese.
GIULIA: Men varför finns det två killar??? (si sente quasi il panico nella voce).
FREYA: Vet inte ?
GIULIA: De är två och vi är två, är det därför?
FREYA: Jag vill inte veta varför…
GIULIA: De pratar sicilienska så att vi inte förstår dem.
4.La strada in campagna, notte buia. Si vede la luna piena. La strada costruita dalle lastre di cemento. I cespugli selvatici su entrambi i lati della strada. Dentro la macchina:
ANGELO: Eh, ragazze, avete i costumi? Andiamo alle terme romane…
MAURO: Si unnannu li custumi ancora megghiu (ride)
GIULIA: Hei! Io capisco il siciliano!
ANGELO: Ma noi non sapiamo che parlate in svedese, non è giusto!
MAURO: Ama essiri attenti, idda capisci tuttu.
5. Notte. Si vedono le montagne vicino. Si sente il rumore del fiume. Quattro personaggi avvolti nei teli si avvicinano allo stabilimento termale. Si vede il fumo che sale sopra l’acqua. Ci sono cinque personaggi vestiti in vestaglie bianche con le teste nascoste, incappucciate. Sembrano quasi monaci. Ci sono le candelle intorno al bordo. Pseudo-monaci borbottano qualcosa tra i denti. I quattro protagonisti entrano nello stabilimento. Vicino alla piccola cascata. Si sente il suono degli spari da qualche parte vicino…

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